top of page

Le donne che vestono gli uomini


In un fashion system monopolizzato dagli uomini ci sono alcune bravissime stiliste che stanno rivoluzionando il guardaroba maschile. Scopriamo insieme chi sono.


Ormai sapete con quanta attenzione seguiamo il calendario della moda. Ogni tre mesi (tra fashion week canoniche, capsule, cruise, presentazioni estemporanee e chissà cos'altro) ci armiamo di santa pazienza e cerchiamo di vedere tutti i défilé e di leggere tutte le novità. Gli abiti sono una scusa, quello che ci interessa davvero sono le tendenze, l'aria che tira, lo spirito del momento… un lavoro di ricerca e un esercizio davvero utile e illuminante.

Il 2023 è iniziato con la Moda Maschile a Firenze (Pitti Immagine) che è poi approdata a Milano ed è volata a Parigi. Tre settimane frenetiche, che si sono concluse domenica, dove si è visto davvero di tutto. Ma il fatto più importante è che ci sono sempre più stiliste donne che si dedicano alla moda maschile.

Insomma, in un mondo di uomini che disegnano per le donne, ecco finalmente delle meravigliose signore che fanno l’esatto contrario e lo fanno, a quanto pare, davvero bene.

E la cosa che salta subito all’occhio, è che mentre gli stilisti (uomini) mandano in passerella maschi smutandati (JW Anderson), in corsetto (Dolce e Gabbana), in gonnella (Kim Jones per Dior), in minigonna (Ludovic De Saint Sernin), in una profusione di fiocchi e ruches o in (bellissimi e geniali) abiti attillatissimi (Saint Laurent), le stiliste (donne) presentano un uomo uomo, decisamente mascolino, a volte macho e molto spesso sexy... sì, è il caso di approfondire.



V

ERONIQUE NICHANIAN - Dal 1988 Hermés ha una donna alla direzione della Collezione Uomo. Veronique è approdata in Fabourg Saint Honorè dopo una lunga esperienza in Cerruti e da sempre è abituata a lavorare con gli uomini per gli uomini. Il segreto del suo successo (le vendite Hermés Homme online vanno alla grande) è di essersi messa totalmente al servizio del brand: di lei si sa pochissimo, ma salta subito all'occhio la sua consapevole discrezione che sarebbe totalmente impensabile per qualunque uomo nella sua posizione

.

Veronique ha immaginato per il prossimo inverno un uomo “tonico”, come lo definisce lei stessa, in continuo movimento, che cammina con passo sicuro e che scatta sempre in avanti...


La collezione sembra semplice, a prima vista, ma la stilista ricorda che l’essenza Hermés è il perfezionamento piuttosto che il cambiamento. E così, stagione dopo stagione, presenta gli stessi giacconi in pelle, i cappotti morbidi, la maglieria più preziosa allungando in un centimetro la lunghezza della manica, aggiungendo una tasca nascosta, cambiando leggermente le proporzioni della spalla. Unico vezzo… il foulard/feticcio della Maison al collo di uno sciccosissimo bancario!


Perché ci piace? Perché come molte donne Veronique sa come far girare il mondo (della moda) senza clamore con discrezione, coerenza e passione.

MARTINE ROSE - Inizia a Londra nel 2007 con una collezione di camicie dal taglio molto rigoroso. Da subito concentra la sua attenzione sul guardaroba maschile che saccheggia, reinventa, reinterpreta con il suo impeccabile tocco, creando una personalissima, interessantissima e probabilmente unica connessione tra moda maschile e femminile. E’ probabilmente questo il motivo che ha spinto gli organizzatori di Pitti Immagine Uomo a volerla come guest designer.

La sua ultima Collezione, presentata a Firenze tra i colonnati del Mercato Nuovo e aperta al pubblico, propone un uomo ultra sexy, anzi, probabilmente il più sexy mai visto in queste settimane modaiole, eppure estremamente reale e concreto.


A Martine basta allargare le spalle di un gilet in maglia di un paio di centimetri per trasformarlo in qualcosa di mai visto. Prende un banalissimo jeans e ne reinterpreta radicalmente le proporzioni e tu dici: “che figo! Ma cos’è? Un jeans?”. Trasforma un tamarrissimo giubbotto in sherling in un capo da urlo. E tutto con una naturalezza e una credibilità da far impallidire stilisti molto più blasonati sempre alla ricerca dell’effetto wooow.


Perché ci piace? Perché conosce gli uomini e gli vuole bene: per lei sono tutti ragazzoni vivaci che hanno solo bisogno di essere vestiti in modo semplice ma originale. Con un pizzico di ironia.

MARINE SERRE - Forse non la conoscete ma scommettiamo che avete visto da qualche parte le sue jumpsuits attillate con quella fantasia di mezze lune con le punte all’ingiù che è diventato il suo marchio. Le indossa Emily in Paris, Lourdes Leon e praticamente tutte le celebrities che si rispettino.

Martine è la palatina del recycling e dell’upcycling, il 50% di ogni sua creazione è realizzato con materiale riciclato: prende un pezzo di tovaglia e fa lo strascico di un evening gown, una manica di un vecchio cardigan e fa una sciarpa, uno strofinaccio per lei è un magnifico turbante. Quest’anno ha mandato tutti in confusione presentando sabato scorso a Parigi una Collezione che riporta in auge l’unisex (dato da tutti per morto e sepolto) con abiti pressoché identici in versione femminile e maschile.


Ed ecco la tuta da motociclista per lui (e per lei). La camicia e il pantalone beatnik per lui (e per lei), il petite robe noir per lei (e per lui!!!): una serie di outfit praticamente identici che si adattano a entrambi i sessi e che quindi diventano, per antonomasia, non binari. Semplice ma significativo


Perché ci piace? Perché è la paladina della moda sostenibile. Date un’occhiata alla scenografia del defile parigino con quei tre pilasti alti 20 metri realizzati con 1.300 kg di abiti usati e riciclati.


BIANCA SAUNDERS - Ha portato alla Paris Men Fashion Week un afflato di raffinato streetwear. Sembra un ossimoro ma non lo è.

Il suo uomo indossa abiti semplicissimi, quasi banali, che hanno però quel non so che di originalità impeccabile che li rende davvero unici. Tanto jeans, bellissime maglie e dei fantastici completi in jersey (sì, il femminilissimo jersey) e seta che faranno invidia a fidanzate, moglie e amanti.


Ecco (ancora una volta) una designer che mette l’abito e chi lo indossa al centro del processo creativo. Sembra quasi che Bianca voglia fare un passo indietro, voglia nascondersi dietro le sue creazion

Bianca ha radici Jamaicane e l’Africa è presente nei colori bellissimi e nelle fantasie geometriche davvero uniche che ci ricordano molto, molto da vicino il lavoro di una altra grande stilista, l’indimenticabile Jil Sanders.


Perché ci piace? Perché se ti metti una camicia di Bianca sei perfetto, o perfetta! Sempre!

EMILY ADAMS BODE - ha creato un marchio di abbigliamento maschile di lusso, chiamato semplicemente Bode, che riscopre le antiche tecniche dell'artigianato anglosassone, come il patchwork, per creare capi estremamente moderni e anticonvenzionali.

Emily porta in passerella un uomo davvero senza tempo e crea un magico effetto straniante utilizzando stoffe, ricami, piccoli accessori che sembrano usciti da “Via col vento” o rubati nell’armadio del Generale Custer. Tutto molto americano, un pò far west un po' hamptons, decidete voi.


Emily è americana come la sua produzione, che è per lo più realizzata tra New York e Nuova Delhi in pezzi unici, ed è stata la prima designer di moda maschile a sfilare alla NY Fashion week.

Lo stile Bode è assolutamente wow: va contro la produzione di massa e i brief di mercato, ed esprime un amore, un sentimento per il passato davvero difficile da trovare oggi, nel rutilante carrozzone della moda.


Perché ci piace? Perché la moda è più bella se è senza tempo!





134 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page