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Un Mondo Di...UNSOLICITED ADVICE

Quanti tutorial vedete in un giorno? Su Instagram e TikTok vanno alla grande gli Help Video che ci insegnato tutto ciò che dovreste sapere. Un mondo di consigli spesso utili ma sempre e comunque non richiesti: gli unsolicited advice ci stanno sommergendo!


Per tanto, tantissimo tempo ci siamo tenuti lontani da TikTok per paura di venir risucchiati dallo “scorri-verso-l’alto” compulsivo che caratterizza il social più amato del momento. “A noi basta Instagram…” sentenziavamo con aria snob. Poi, però, la curiosità ha avuto il sopravvento e si è aperto un mondo: il fantastico mondo dei video tutorial. Eh già perché su TikTok (ma anche su Instagram) c'è sempre qualcuno che ha la risposta giusta a ogni vostro dilemma.

Negli ultimi due anni il social della doppia “T” ha subito una profonda trasformazione accogliendo a braccia aperte un esercito di esperti (o presunti tali) che passano la giornata davanti alla telecamera per mostrarci, con malcelato orgoglio, come fare e disfare l’universo mondo.


Social Docet

Non solo la tuttologa di makeup o la tipa che vi spiega la french manicure. Oggi c'è anche il bravissimo floricultore cinese che crea magnifiche composizioni con tre fiori e quattro foglie (@hua.jin). C’è il signore azzimato che spiega le regole del vestire formale (@douglasmortimer_official). C’è la modella longilinea che prende un foulard e lo trasforma in una pochette da sera (@claudyamoreira1). C’è la laureanda il matematica che vi spiega le radici quadrate al cubo (@lklogic). Abbiamo contato almeno trenta professori di inglese (il nostro preferito è @schoolonl… imperdibile!) e altrettanti di portoghese. C’è la mamma che trucca i figli trasformandoli, con un colpo di blush, in eroi delle fiabe (@loulabellefacepainting) e c'è la pittrice che vi spiega come diventare Van Gogh (@colorbyfeliksart). Se poi avete il gluteo moscio giammai vi iscriverete in palestra! Piuttosto volate su TikTok dove troverete un esercito di “@pt” (personal trainer) tra cui scegliere e seguire quello che più vi attizza.



Un tutorial per IMPARARE...

Ormai il mondo (virtuale) è pieno di persone gentilissime, e super altruiste, pronte a suggerirvi il modo migliore di vivere la vostra vita. I social sono ormai diventati il regno degli “unsolicited advice”, consigli non richiesti che piombano sullo schermo del vostro telefonino come chicchi di grandine e si frantumano come le vostre certezze. Prima pensate: "Ma guarda un po' come si fa...", poi "...ma io lo saprei fare?" e poi ancora "...ma perché lo dovrei fare?".



...un tutorial per INSEGNARE...

Se, beati voi, siete persone di talento e sapete fare il punto a croce, aprite un account TikTok e avrete milioni di follower. Se ve la cavate con l'uncinetto, sferruzzate online e diventerete famose. Da ragazzine facevate collane di perline? Ricominciate sui social: la bigiotteria va alla grande. Prima confidavamo a Facebook i nostri pensieri, poi abbiamo iniziato a mostrare su Instagram le nostre vacanze, ora spieghiamo su TikTok come aggiustare il rubinetto del lavandino.







...e un tutorial per MONETIZZARE!

Tutta questa smania di insegnare da dove nasce? Da una sana dose di gentilezza e altruismo, ma anche dall’atavico desiderio e dalla malcelata ambizione di aver successo (e diventare famosi) facendo esattamente ciò che ci pare e piace. Eh sì, perché il dubbio sorge spontaneo: cosa spinge così tante persone a investire tempo e denaro, a impegnarsi, a fare una gran bella fatica per sfornare video pieni zeppi di “unsolicited advices”? Ovvio, lo fanno per un milione di cuoricini, per un account da mille mila followers, per una vagonata di commenti entusiasti. Un gran bel massaggio all’ego accompagnato dalla speranza, come dicono i guru della comunicazione 3.0, di "monetizzare".


Egocentrismo Politivista

Anche questo sono i social e ci piace la loro spiccata propensione a dar voce all'egocentrismo positivista che si annida in molti di noi. Siamo tutti professori di qualche materia e oggi possiamo salire in cattedra nell'università di TikTok. Anni fa, quando ancora lavoravamo a pieno regime in pubblicità, presentammo un’idea per il lancio di un nuovo prodotto: i consumatori avrebbero dovuto creare e inviare dei video divertenti che presentassero la novità; in cambio, per tutti, ricchi premi e cotillon. Il direttore marketing ci guardò perplesso e sentenziò: “La gente è pigra, figuriamoci se ha voglia di impegnarsi, di dire la propria o, addirittura, di fare video...” Erano altri tempi, i social quasi non esistevano e la pubblicità la guardavamo solo in tv. Oggi che tutto è cambiato, abbiamo il problema contrario: limitare lo straripante flusso di contributi che tutti, ma proprio tutti, non vedono l’ora di condividere. Oggi, se non lo sai... ti dico io come si fa!

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